Perché sbadigliamo? Cos’è e cosa causa lo sbadiglio

Nelle occasioni più disparate, quando ci sentiamo stanchi o annoiati, quasi sempre sentiamo l’impulso di sbadigliare; pur essendo un gesto naturale, estremamente comune e diffuso, poco si sa sulle dinamiche che regolano questo particolare meccanismo. Il motivo è semplice; i mammiferi sbadigliano per svariate ragioni, in contesti molto diversi tra loro e, di conseguenza, è molto probabile che l’atto di sbadigliare non sia altro che il risultato dell’interazione di fattori diversi.

Cos’è lo sbadiglio

Lo sbadiglio è un riflesso respiratorio che si articola in due fasi: una profonda inspirazione alla quale segue un’espirazione altrettanto profonda e prolungata; l’atto di sbadigliare si accompagna generalmente alla pandiculazione, ossia l’insieme degli spasmi muscolari che si verificano in concomitanza con il riflesso respiratorio. Un tipico esempio, in tal senso, è rappresentato dai movimenti che si fanno per sgranchirsi le braccia e le spalle mentre si sbadiglia. Pur manifestandosi in maniera estremamente semplice, lo sbadiglio richiede l’attivazione coordinata di diversi muscoli, in particolare quelli del torace, del diaframma, della gola (muscoli laringei) e della bocca (palatali). Durante l’inspirazione iniziale, infatti, la faringe si dilata, assieme alla laringe ed al torace; di conseguenza, il diaframma si abbassa e la lingua si ritrae all’indietro all’interno della bocca; contemporaneamente, anche la bocca e le narici si dilatano, mentre le sopracciglia si alzano e le palpebre tendono a chiudersi. I polmoni si riempiono di aria fino a raggiungere la propria capacità massima; a questo punto, comincia la fase di espirazione, con la progressiva fuoriuscita dell’aria inspirata.

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Perché sbadigliamo?

Nonostante sia caratterizzato da una dinamica piuttosto semplice, lo sbadiglio resta un fenomeno di cui non si conoscono ancora con esattezze le cause. Si sa con certezza che si tratta meccanismo comune a numerose specie animali, diffuso in numerose specie di vertebrati; al contempo, ha carattere prettamente involontario: in altre parole, è sostanzialmente impossibile sbadigliare volontariamente. La domanda “perché sbadigliamo?”, quindi, ad oggi non ha ancora una risposta univoca, nonostante i diversi studi in materia. In genere, si sbadiglia per stanchezza, noia, fame, stress o perché qualcun altro ha sbadigliato di fronte a noi. In merito, sono state formulate numerose ipotesi che individuano cause diverse per il fenomeno dello sbadigliare. Secondo quanto ipotizzato dal dottor Robert Provine, uno studioso dei comportamenti contagiosi, lo sbadiglio si associa ad una variazione dello stato comportamentale come, ad esempio, il passaggio dalla veglia al sonno oppure dall’attenzione alla noia. Non a caso, gli sbadigli si concentrano soprattutto nella fase immediatamente precedente al riposo e nei momenti che coincidono con un calo di attenzione. Un’ipotesi più recente assegna allo sbadiglio una funzione refrigerante. In sostanza, il riflesso respiratorio sarebbe in qualche modo riconducibile ad un meccanismo di regolazione della temperatura del cervello: quando quest’ultimo supera la soglia omeostatica, lo sbadiglio contribuisce a ‘raffreddarlo’, favorendo l’afflusso di sangue ‘freddo’ proveniente dal resto del corpo. Tale teoria ipotizza che il sangue ‘caldo’ defluisca dal cervello tramite la vena giugulare. Uno studio, condotto utilizzando copricapi riscaldanti e raffreddanti su soggetti ai quali venivano mostrati video di sbadigli, avrebbe dimostrato come il riflesso respiratorio sarebbe un modo per mantenere la temperatura del cervello costante. Altri studi sono approdati ad una conclusione simile, ossia lo sbadiglio sarebbe di aiuto per regolazione termica di tutto il corpo. In aggiunta, vi sono ipotesi secondo le quali sbadigliare non avrebbe una particolare funzione fisiologica, ma sarebbe solo un modo per comunicare stanchezza fisica. Un’eccessiva sonnolenza durante le ore diurne, così come gli effetti collaterali di alcuni farmaci o determinate condizioni patologiche, possono determinare una frequenza eccessiva dello sbadiglio. In tal caso, il meccanismo non si associa soltanto alla stanchezza fisica o alla noia ma anche a condizioni che alterano il controllo della temperatura corporea, sebbene si tratti di eventualità piuttosto rare. Sbadigliare resta quindi un comportamento riconducibile anzitutto alla stanchezza ed alla mancanza di sonno; ragion per cui, la qualità del riposo riveste un ruolo importante per evitare di sbadigliare per tutto il giorno, specie nei contesti in cui potrebbe risultare poco appropriato. A tal proposito, il consiglio è quello di scegliere un materasso comodo, e adatto alle proprie esigenze, scegliendo tra quelli disponibili nel catalogo di inmaterassi.it.

Perché lo sbadiglio è contagioso

Tra le ipotetiche cause dello sbadiglio vi è anche l’imitazione inconscia, un comportamento tipico dell’apprendimento umano. È forse per questo che sbadigliare è contagioso; ciò vuol dire che aumentano notevolmente le possibilità di fare uno sbadiglio dopo aver visto o percepito lo stesso comportamento da parte di un’altra persona. Uno studio del 2011 condotto da due ricercatori dell’Università di Pisa sulla “contagiosità” dello sbadiglio ha dimostrato come sia rilevante il fattore empatico, ossia il rapporto esistente tra due soggetti quando uno di questi sbadiglia. Nell’Abstract della ricerca si legge che “il tasso di contagio era maggiore in risposta ai parenti, poi agli amici, quindi ai conoscenti ed in ultimo agli estranei. Gli individui con legami hanno mostrato un contagio maggiore, sia in termini di manifestazione dello sbadigliare sia di frequenza degli sbadigli. Estranei e conoscenti hanno mostrato un ritardo più ampio nella risposta rispetto a quella di amici e parenti. Questo risultato suggerisce che la forza dell’attivazione neuronale legata alla contagiosità dello sbadiglio può differire in funzione della familiarità del soggetto”.

Sbadiglio: curiosità

  • Si stima che ogni giorno un individuo sbadigli almeno 7 o 8 volte al giorno mentre, secondo altre stime, l’uomo sbadiglia quotidianamente almeno 28 volte. Durante il corso della nostra vita, invece, arriviamo a sbadigliare tra le 220.000 e le 250.000 volte;
  • La contagiosità dello sbadiglio si manifesta quasi sempre a partire dai quattro anni di età, anche se non si sa ancora bene quale ne sia la causa;
  • La durata medio di uno sbadiglio è di circa sei secondi;
  • Non è possibile sbadigliare ‘a comando’;
  • Lo sbadiglio diventa meno ‘contagioso’ con il passare degli anni: gli anziani sono meno ‘empatici’ da questo punto di vista;
  • Anche se non è stato dimostrato, alcuni studiosi sostengono che il contagio da sbadiglio può avvenire anche tra uomo e cane.

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