Morfeo: il mito del dio dei sogni

Grazie alla ricerca scientifica, oggi è ben noto come il sonno sia un fenomeno attivo, di cui l’organismo ha bisogno per conservare molte delle proprie funzioni (cognitive e non solo) e, più in generale, rigenerare le energie psicofisiche impiegate nelle attività svolte durante il giorno. In realtà, benché largamente studiato e analizzato in tutte le sue fasi, il sonno è uno stato fisiologico del quale non si conoscono ancora con precisione le funzioni specifiche. Al contempo, è ampiamente riconosciuta l’importanza del riposo notturno, non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi; in altre parole, non conta solo dormire ‘tanto’ quanto, piuttosto, dormire ‘bene’ per beneficiare degli effetti benefici del riposo. A tal proposito, la qualità del materasso è fondamentale e le opzioni per soddisfare ogni tipo di esigenza non mancano di certo: basta sfogliare il catalogo di un e-commerce specializzato come Inmaterassi per individuare la soluzione più adatta ai propri bisogni di materassi. Ad oggi il sonno viene quindi trattato con approccio clinico ma, naturalmente, non è sempre stato così; per secoli, infatti, è stato associato all’oblio portato in dote da una figura mitologica, quella del dio Morfeo: non a caso, “cadere tra le braccia di Morfeo” o “essere tra le braccia di Morfeo” sono ancora oggi espressioni di uso comune per indicare, rispettivamente, l’atto di addormentarsi e il sonno. Ma quali sono l’origine e la storia di questa antica divinità greca? Scopriamolo in questo approfondimento.

Chi è Morfeo

Fin dalla più remota antichità, i Greci credevano che i sogni (il fenomeno produttivo più affascinante associato al sonno) fossero figli del Sonno e della Notte, come scrive il poeta Esiodo (vissuto tra l’8° e il 7° secolo a.C.). Il mito di Morfeo, però, è di epoca successiva e ha origine in un episodio narrato ne “Le metamorfosi” di Ovidio; viene raffigurato con grandi ali nere ed è il maggiore dei figli del Sonno che, a sua volta, è figlio della Notte. Ciò nonostante, la figura di Morfeo nella mitologia greca era già presente in veste di divinità minore; l’origine ellenica è suggerita dal nome stesso (derivato da ‘morphe’, che vuol dire “forma”).

Chi è il dio del sonno

Stando sempre a quanto scritto soprattutto da Ovidio, Morfeo è il dio dei sogni in quanto il più potente dei figli del dio del sonno Ipno. Secondo la mitologia greca, quest’ultimo è a sua volta figlio di Nyx (la dea della Notte) e fratello gemello di Tanato (il dio della morte). Ipno, citato già da Omero nell’Iliade, risiede sull’isola di Lemno, nel nord del Mar Egeo ed ha il potere di far addormentare non solo gli uomini ma anche i numi.

Cosa sapere su Morfeo

Nella sua “Teogonia”, Esiodo cita la “stirpe dei sogni”, ossia gli Oniri (divinità minori generate dalla Notte); tra questi vi sono, appunto, Morfeo e due suoi fratelli, Fobetore e Fantaso. Come implica il nome stesso, Morfeo è il ‘modellatore’, ossia la divinità in grado di dare forma ai sogni; secondo la mitologia, sfiorava le palpebre dei dormienti con un mazzo di papaveri (il fiore simbolo dell’oblio, associato anche al dio Tanato) per poi assumere la foggia delle figure presenti nel sogno. Una delle più celebri testimonianze letterarie inerenti alla figura di Morfeo è La favola di Ceice e di Alcione, narrata ne “Le metamorfosi” di Ovidio. Ceice, re della città di Trachine, preoccupato per alcuni eventi nefasti aveva deciso di imbarcarsi per recarsi dall’oracolo del tempio di Apollo, nonostante il consiglio contrario della propria moglie. Giunto a metà del viaggio, la nave naufragò in una tempesta e il morì affogato; nel frattempo, Alcione – ignara di quanto accaduto – si recava ogni mattina presso il tempio di Giunone pregando affinché l’amato marito tornasse a casa. La dea, impietosita, incaricò una propria messaggera (Iride) di andare dal Sonno affinché inviasse ad Alcione un sogno rivelatore, per informarla della morte in mare di Ceice. Il Sonno scelse, fra i “mille figli suoi”, Morfeo “Che sa meglio imitar l'humano aspetto/Et oltre al volto accompagnar vi suole/L'habito, il gesto, e 'l suon de le parole”, come scrive Ovidio. Il poeta latino spiega, inoltre, che il Sonno ha altri due figli (i già citati Fobetore e Fantaso), in grado di dar forma ai sogni assumendo diverse sembianze. Il primo – il cui nome deriva da phobos, “paura” – era responsabile degli incubi, in quanto dava forma a mostri, demoni ed essere spaventosi. Fantaso, invece, generava le raffigurazioni oniriche degli oggetti inanimati. Nel corso del tempo, la figura di Morfeo è entrata a far parte della cultura occidentale nel solco dell’associazione con il sonno; nel 19° secolo, ad esempio, venne scoperto un potente analgesico estratto dall’oppio, poi denominato “morfina”, dal nome del dio dei sogni. Più di recente, Morfeo ha ispirato numerosi personaggi della cultura pop, dal ‘Sogno’ della DC Comics al Morpheus dell’universo di Matrix.

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