Dormire con la luce accesa fa male?

dormire con la luce accesa

Ci sono numerosi fattori che possono favorire o disturbare il riposo notturno; la dieta, lo stile di vita e il tipo di materasso su cui si dorme abitualmente sono certamente gli aspetti che incidono maggiormente, in un senso o nell’altro, assieme a condizioni di natura non fisiologica, quali ansia, stress o preoccupazione eccessiva. Non meno importanti sono le abitudini personali che caratterizzano il sonno; una delle più dannose, da questo punto di vista, è quella di dormire con la luce accesa: di seguito vediamo perché sarebbe meglio evitarlo e quali ripercussioni può avare sulla capacità di riposare durante le ore notturne.

I benefici di dormire al buio

Tenere le luci spente durante la notte è una buona abitudine, che agevola l’addormentamento e riduce le possibilità di soffrire di disturbi del riposo. Per comprendere perché dormire al buio fa bene alla salute, bisogna anzitutto tenere presente qual è il ritmo circadiano del sonno: nelle ore preserali (dopo le 18:00), l’organismo inizia a secernere la melatonina, comunemente denominata anche “ormone del sonno”, in quanto ha una potente azione sedativa che favorisce l’addormentamento. I livelli di melatonina raggiungono il picco massimo nelle prime ore notturne, tra le 23:00 e le 3:00, in coincidenza della fase di sonno profondo. Poiché la sintesi di questo ormone viene bloccata dall’esposizione alle fonti di luce, è facile intuire come se si sceglie di dormire con la luce accesa la melatonina cala, l’effetto sedativo si affievolisce ed è più probabile che si verifichino problemi di insonnia o risvegli notturni. L’azione di disturbo delle luci artificiali si riflette anche sugli equilibri fisiologici e metabolici (come vedremo meglio in seguito), nonché sull’umore, che tende a risentire della mancanza di sonno e riposo, e sulla vista.

Perché dormire con la luce può essere un problema

Un recente studio americano, dal titolo “Light exposure during sleep impairs cardiometabolic function” (“L’esposizione alla luce durante il sonno compromette la funzione cardiometabolica”) ha analizzato le possibili ripercussioni che l’esposizione a fonti luminose può avere sulle funzioni fisiologiche e, di riflesso, sulla qualità del riposo. La ricerca, condotta da un team di studiosi dell’Università di Chicago e pubblicata a maggio scorso sulla rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), ha coinvolto un campione di 20 soggetti adulti in salute, senza particolari differenze in termini di età e corporatura, esposti a differenti condizioni di luce durante il sonno (una notte con luce fioca e una con luce al soffitto accesa). Nel report della ricerca, gli autori dello studio sottolineano come i meccanismi che regolano gli effetti dell’esposizione notturna alla luce sui parametri cardio metabolici non siano ancora del tutto chiari. Di contro, evidenziano come “questo studio di laboratorio mostra che, in adulti sani, una notte di moderata esposizione alla luce durante il sonno accresce il battito cardiaco notturno, riduce la variabilità del battito e aumenta l’insulino-resistenza il mattino successivo rispetto al sonno in un ambiente con esposizione alle luce fioca”. Più in generale, si legge nell’abstract, le recenti evidenze scientifiche testimoniano come l’esposizione a fonti di luce prima di addormentarsi e durante la notte influisce sulla regolazione del metabolismo; in particolare, sono stati registrati effetti negativi, quali una minore tolleranza al glucosio e un calo della sensibilità all’insulina. A tal riguardo, ad esempio, un altro studio (“Association of Exposure to Artificial Light at Night While Sleeping With Risk of Obesity in Women”), risalente al 2019, sottolinea come l’incidenza dell’obesità è maggiore nei soggetti che affermano di dormire con il televisore o una luce in camera. La ricerca, che ha coinvolto oltre 40mila donne, dimostrerebbe che “l’esposizione a luci artificiali di notte durante il sonno può rappresentare un fattore di rischio per l’aumento del peso e lo sviluppo di obesità o condizione di sovrappeso”. Al di là degli effetti a livello metabolico, le interferenze dell’esposizione solare si manifestano mediante una peggiore qualità del sonno, la soppressione della melatonina e l’attivazione del sistema nervoso simpatico. In sintesi, diversi studi dimostrano come dormire in presenza di una fonte di luce artificiale non solo disturba il sonno ma altera le funzioni metaboliche con possibili ripercussioni sul peso corporeo.

dormire con la luce accesa

Consigli per dormire

Per dormire bene, quindi, è consigliabile mettere in pratica una serie di accorgimenti che, ovviamente, non riguardano solo le luci; in sintesi, per garantire un sonno di qualità, bisogna:

  • Scegliere il materasso giusto, adatto alla propria corporatura ed alle abitudini di riposo; per valutare le tante opzioni disponibili, è possibile consultare il catalogo di www.inmaterassi.it;
  • Limitare l’utilizzo di cellulari, PC, tablet ed altri dispositivi analoghi nella fase immediatamente precedente l’addormentamento;
  • Eliminare le fonti di luce artificiale attive durante la notte;
  • Consumare una cena leggera e non troppo a ridosso del momento in cui si va a letto.

Bambini dormire con la luce accesa: come battere la paura

Di solito, l’abitudine di dormire con la luce accesa o spenta si consolida nei primi anni di vita; pertanto, è bene cercare di limitare fin da subito l’esposizione del neonato a fonti di luce artificiale. In base a quanto sottolineato fin qui, infatti, ai bambini dormire con la luce accesa non fa bene, in quanto può causare disturbi del sonno quali difficoltà di addormentamento o risvegli notturni. A differenza degli adulti, però, ci sono altri fattori da valutare per quanto riguarda i bambini piccoli. Il primo è certamente la paura del buio che spinge spesso il genitore a lasciare una luce, magari secondaria, accesa in cameretta. In realtà, è consigliabile trovare una giusta via di mezzo: per dissipare il timore del buio, si può lasciare una piccola lucina accesa in stanza, che possa illuminare in maniera soffusa l’ambiente. Secondo alcuni studi, sarebbero da evitare le luci bianche o blu, in quanto alterano l’umore e influiscono negativamente sul sonno. Al contempo, una fonte di luce può essere utile per motivi pratici quando, ad esempio, il bambino si sveglia durante la notte per la poppata poiché ritrovarsi in una cameretta completamente al buio può risultare disagevole.

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